Tuesday, October 18, 2016

La recita di Mario Monti è uguale a quella di Donald Trump



Ecco un esempio tipico che spiega per quale motivo Giovanni Falcone chiamava questa gente "menti raffinatissime". 

Pur facendo parte della stessa cricca ed essendo detestato dagli Italiani quasi quanto Renzi se non di più, oggi Mario Monti manifesta pubblicamente il suo finto appoggio per il no alla riforma costituzionale. Perché Mario Monti essendo legato a doppio filo al sistema bancario mondiale non può essere contro una riforma scritta dagli analisti di JP Morgan. 

La strategia è uguale a quella usata negli USA con Trump, il candidato alla presidenza che ha sposato tutte quelle cause che il sistema America vuole rendere odiose al pubblico. Si tratta in pratica di una strategia di paradossi, si prende un personaggio odiato dal pubblico e gli si fa dire di sostenere una causa alla quale la maggioranza della pubblica opinione tiene molto ma che il sistema vuole affossare. Ed è questa l'unica funzione di Donald Trump come candidato presidenziale. 

Per fare un esempio Trump si è detto contrario all'attuale strategia di nation-building e regime change (esportazione della democrazia) ovvero è contrario al ruolo di poliziotto del mondo che l'America sostiene da ormai più di cento anni. Una cosa questa che metterebbe in discussione i mega contratti miliardari per la fornitura di armi da parte del complesso militare industriale, il che è semplicemente IMPOSSIBILE. Tuttavia è cio che la maggioranza della popolazione mondiale desidera: Pace. Ma la maggioranza della popolazione mondiale odia anche Trump. 
Questo tipo di strategia si chiama Audience Decommisioning che tradotto in Italiano sarebbe: "disarmare il pubblico o smantellarlo". 

Quando io cittadino Americano pacifista vedo che la mia causa è sostenuta da Trump mi cominicio a porre delle domande, "ma sarà giusto?" "ma se Trump la pensa come me allora quest'uomo la pensa come me ma questo è un figlio di puttana io lo odio come è possibile? Altri potrebbero dire "ma allora Trump è uno giusto!".

Stessa strategia per .gli accordi CETA e TTIP che Trump ha pubblicamente giudicato come "inaccettabili" e che in Europa sono oggetto di proteste in strada e manifestazioni pubbliche continue mentre per l'America (intesa come insieme di imprese multinazionali) questi accordi sono cruciali. 

Stesso discorso per le sanzioni alla Russia criticate da Trump ma che sono state imposte dall'America per sabotare le economie Europee (oltre 300 miliardi di euro all'anno persi per Germania e Italia) e favorire il commercio Americano. Ma c'è gente che ci crede.

E Pluribus Unum 


Saturday, May 30, 2015

Mattarella mette in imbarazzo l'Italia restando impalato di fronte alla Regina




Non ci sono scuse che tengono quando sei il Presidente della Repubblica e resti muto e impalato in fronte ad un altro capo di Stato, specialmente se il capo di Stato in questione è la Regina d'Inghilterra e dovresti quantomento salutarla al meglio delle tue possibilità mostrando nel contempo una qualche forma di ispirazione. 

La mancanza di ispirazione indica o che sei inadeguato per il ruolo oppure che sei inadeguato per il ruolo. Tertium non datur. 

Nel video vediamo Mattarella entrare nella stanza e stringere la mano della Regina mentre questa gli dice:" Buongiorno...sono lieta di avere la possibilità di incontrarla oggi.." e mentre la Regina si aspetta una qualche reazione umana, vediamo la faccia di quest'uomo produrre una smorfia di dolore mentre rimane impalato e incapace di produrre il benché minimo suono.

Il Presidente non ha pronunciato una sola parola e non è stato nemmeno capace di mostrare il minimo entusiasmo nell'incontrare la Regina Elisabetta. In verità sembra completamente assente e si può sentire la Regina chiedergli "è la sua prima volta a Londra?" 

Ecco cosa amo dell'umorismo Inglese: che è assolutamente pungente. La Regina gli ha fatto presente il suo essere assente con una semplice domanda che in verità nascondeva un altra domanda e questa in realtà era un affermazione: "I tuoi genitori hanno anche figli normali?" 

Hai la possibilità di una vità di incontrare la Regina e rimani inebetito e muto? Sei il Presidente della Repubblica o uno che passa di li per caso?

La seconda domanda della regina è il vero colpo mortale perché la Regina dice "E da quanto tempo lei è Presidente?" la cui traduzione è "I tuoi genitori lo sanno che sei qui?" 

Che cosa direste a un dignitario straniero che non è in grado di produrre un semplice suono e resta immobile di fronte a un altro Capo di Stato? Che è inadeguato per quel ruolo. Punto.

La cosa peggiore è che quello che il Presidente Mattarella ha combinato in presenza della Regina d'Inghilterra non è stato riportato da nessun media italiano tranne il Corriere della Sera che spostato l'attenzione sull'interprete che arriva di corsa. In pratica per nascondere ciò che ha combinato il Presidente hanno cercato di incolpare l'interprete. Ovviamente. 

Complimenti alla Regina di Inghilterra per avere aiutato il popolo Italiano a capire chi è il Presidente della Repubblica. 



Monday, April 20, 2015

L'America restituisca al popolo Libico i 30 miliardi di dollari sequestrati a Gheddafi.



Ieri nel canale di Sicilia sono morti affogati 700 profughi provenienti dalla Libia e i vari rappresentanti di governi e istituzioni hanno reagito scaricandosi la responsabilità gli uni con gli altri.

Tuttavia poche persone sanno che la causa principale della situazione di caos creatasi in Libia e la conseguente ondata di profughi abbattutasi sulle coste dell'Italia inclusi i 700 morti affogati ieri è da individuarsi nello sfaldamento dell'apparato statale Libico provocato da un maxi sequestro di fondi governativi che servivano a tenere in piedi lo stato Nordafricano.

Il 25 Febbraio 2011, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d'America ha confiscato 30 miliardi di dollari in contanti e partecipazioni appartenenti al governo Libico in quello che è stato il più consistente sequestro di asset finanziari stranieri nella storia Americana.

La confisca è stata il risultato dell'executive order emesso il 25 Febbraio 2011 dal Presidente Americano Barack Obama ed era parte dello sforzo dell'amministrazione Obama di fare pressioni su Gheddafi affinché si dimettesse. Siccome Gheddafi è morto da quasi quattro anni ormai, non credo sia necessario continuare a esercitare una tale pressione sul popolo Libico, anche perché la situazione di caos creatasi dallo sfaldamento dell'apparato statale si sta riversando sulle spalle degli Italiani e degli Europei che sono costretti ad affrontare l'emergenza degli sbarchi di profughi sulle coste Italiane. Qualcuno potrebbe anche affermare che questo è il solito complotto degli Americani che prosperano creando situazioni di caos ma noi non crediamo nei complotti, solo nella legge fisica di causa-effetto.

Dopo l'intervento della NATO nel 2011 e il sequestro dei fondi governativi, la Libia è un paese in bancarotta e la sua economia è allo stremo, con centinaia di migliaia di Libici che combattono per sopravvivere e che fuggono dal paese su mezzi di fortuna in rotta verso l'Italia.

Una tale migrazione di massa sta suscitando la reazione della destra xenofoba Italiana che sfrutta la situazione di emergenza per raccogliere proseliti facendo finta di non sapere che il governo degli Stati Uniti è direttamente responsabile di questo disastro umanitario.

La situazione libica è adesso un emergenza umanitaria ed è giunto il momento per il governo degli Stati Uniti di restituire subito i soldi al popolo Libico che non solo ne ha un disperato bisogno ma perché sono soldi LORO.

Nel 1967 la Libia era la nazione piu' povera d'Africa mentre nel 2011 quando Gheddafi è stato assassinato la Libia aveva il reddito pro capite e l'aspettativa di vita più alti di tutta l'Africa mentre il numero di poveri era inferiore a quello dell' Olanda. Per più di 40 anni Gheddafi ha promosso programmi di asistenza sociale per tutti i Libici, incluso assistenza sanitaria e istruzione gratuita e persino energia elettrica gratis. Grazie all'intervento della NATO nel 2011 il settore sanitario è collassato e le istituzioni scolastiche hanno chiuso i battenti e i black out sono un evento normale a Tripoli.

Durante il regime di Geddafi le donne avevano il diritto all'istruzione, potevano lavorare, divorziare possedere proprietà e avere un reddito. Quando Geddafi ha preso il potere nel 1969 pochissime donne frequentavano l'università, nel 2011 più della metà degli studenti universitari erano donne. Nel 1970 Geddafi ha introdotto la parità dei diritti uomo-donna nelle retribuzioni salariali. Adesso il nuovo regime democratico sponsorizzato dagli Americani ha abolito tutti i diritti delle donne e le nuove regole sono legate a tradizioni patriarcali vecchie di millenni che vedono la parità dei diritti come una perversione dell'occidente. Nonostante questo tre anni fa la NATO ha dichiarato che la missione in Libia è stato uno dei più grossi successi nella storia della NATO

Adesso che settecento cittadini Libici sono morti affogati sulle coste Italiane è tempo che il Governo degli Stati Uniti faccia un bel Mea Culpa e restituisca subito i fondi sequestrati a quei poveri bastardi.

E Pluribus Unum





Thursday, May 29, 2014

Milano e il bene comune questo sconosciuto






Ieri presso il Teatro Dal Verme si è tenuto il convegno “Il Buon Governo e il bene comune. Cultura, economia e buona amministrazione” organizzato e promosso da Tirelli & Partners in collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Politecnico di Milano e ATM.

Partendo dall’arte e dal ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti, l’incontro si è sviluppato attraverso il contributo di ospiti di rilievo in una riflessione alla riscoperta della centralità del bene comune quale guida per la costruzione oggi di un mondo a misura di tutti.

Gli ospiti dell'evento:

Marco E. Tirelli, Tirelli & Partners
Mariella Carlotti
Gherardo Colombo, consigliere del CdA della RAI
Andrea Dall’Asta S. J., direttore della Galleria San Fedele, Milano
Annibale D’Elia, responsabile Bollenti Spiriti programma giovani Regione Puglia
Oscar Farinetti, imprenditore
Riccardo Luna, giornalista
Gianluca Vago, rettore Università degli Studi di Milano
Ilaria Valente, preside della Scuola di Architettura e Società, Politecnico di Milano
Salvatore Veca, filosofo
Ada Lucia De Cesaris, vice Sindaco del Comune di Milano
Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano
Giangiacomo Schiavi, vice Direttore Corriere della Sera


Essendo un incontro sul bene comune ci si aspettava un evento basato sulla partecipazione, invece al pubblico non è stato consentito parlare, intervenire, replicare o fare domande, quindi in pratica non si è trattato di un incontro ma di un comizio unilaterale. 

Uno strano modo di interpretare il concetto di bene comune. 

Il comizio è iniziato con la presentazione degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti ad opera della Professoressa Carlotti che ha illustrato in maniera puntuale il contesto sociale e politico della Toscana del 1300. 

In particolare, l'elemento fondamentale da cui si è poi ispirato il comizio è stata la scissione dicotomica tra bene individuale e bene comune che nella Toscana del 1300 erano connotati rispettivamente come male e bene. In pratica l'interesse individuale è rappresentato da Lorenzetti come il demonio mentre il bene comune è il presupposto della società ideale. 

Il paradosso a cui si è assistito durante il comizio è che la visione medievale dicotomica del Lorenzetti è rimasta immutata anche nell'Italia del 2014. 

In pratica per l'intera durata del comizio nessuno tra gli "ospiti di rilievo" ha messo in evidenza la frattura improponibile ai giorni nostri della Weltanschauung Lorenzettiana e nessuno si è sentito oltraggiato dall'assistere alla perpetuazione della visione medievale del mondo da parte dell'elite culturale che rappresenta il paese Italia. (Ah giusto! al pubblico non era consentito parlare!)

Nessuno tra "gli ospiti di rilievo" intervenuti ha mai pronunciato parole quali "coscienza collettiva" o "coscienza individuale", né tantomeno si è cercato di far coincidere le due forze individuo e collettività verso un unica direzione. 

Nessuno ha detto frasi tipo "chi ruba, ruba a se stesso" oppure "se vuoi cambiare il mondo cambia te stesso". 

Al contrario, la visione dicotomica individuo-società ha perseverato nella sua inscindibile contrapposizione medievale senza possibilità di conciliazione. 

E stiamo parlando di ospiti che rappresentano il meglio dell'elite culturale del nostro paese. 

Il mediatore del comizio, Giangiacomo Schiavi, (che è anche vice Direttore del Corriere della Sera) si è scritto su un block notes le parole chiave pronunciate dai vari ospiti: rispetto, progetto, innovazione, ordine...ma la parola "coscienza" non è mai stata pronunciata da nessuno degli ospiti (di rilievo) intervenuti.

Secondo la fisica quantistica, l'intero Universo inclusa la materia non sarebbe altro che una serie di proiezioni della coscienza ma questo tipo di visione non è nemmeno stata sfiorata dagli "ospiti di rilievo" intervenuti al comizio. 

Tantomeno nessuno degli ospiti ha parlato del fatto che il cambiamento sociale avviene sempre su base individuale. 

Nessuno degli ospiti ha detto che il buon governo per essere tale, soprattutto nel caso in cui voglia perseguire e diffondere l'idea di bene comune dovrebbe promuovere e implementare un sistema di Self-Empowerment, di crescita personale e soprattutto dovrebbe sviluppare il senso di appartenenza alla comunità da parte dell'individuo che di quella comunità fa parte. 

Invece le uniche parole che si sono sentite presuppongono una weltanschauung ancora incentrata sulla fantomatica esistenza di una realtà separata dalla coscienza come si credeva nel medioevo. 

Nonostante ciò alcuni tra gli ospiti hanno sottolineato la necessità di "stare al passo con i tempi" o che "l'Italia è indietro rispetto agli altri paesi" o "l'importanza dell'innovazione", come se l'innovazione tecnologica coincidesse con l'evoluzione della coscienza. 

In pratica l'intero comizio si è basato su un equivoco culturale medievale che non è stato MAI messo in discussione. 

L'unico relatore che ha sfiorato il problema è stato Annibale D’Elia, il quale ha dimostrato di essere l'unico ad essere in contatto con altri esseri umani. D'Elia ha portato come esempio il colloquio avuto con un ragazzino pugliese che gli ha raccontato un episodio estremamente rappresentativo della coscienza collettiva del nostro paese e che va a confermare che la visione medievale dicotomica bene individuale/bene comune di Lorenzetti è tuttora il leit motiv che guida la nostra società.

Questo ragazzino gli ha detto che più di una volta gli è capitato che durante una partita di calcio in cui gli è successo di segnare un gol, gli altri giocatori correvano dall'arbitro per chiedere di annullarlo.  

In pratica questo episodio ci dice che il talento individuale in questo paese non solo non è promosso o supportato ma è annullato, annientato. Come annientati sono stati i partecipanti all'evento di ieri che non hanno potuto nemmeno esprimere una singola opinione né formulare una domanda ai signori che governano questo paese.  

Il problema è quindi un problema di squisita matrice culturale che avevo già messo in evidenza con la recensione degli Internet Days dell'anno scorso, un evento dedicato alla comunicazione sociale, ai social network ma all'interno del quale il pubblico non aveva possibilità di interazione con i relatori. 

Come si può pensare di promuovere una visione di bene comune in una società in cui la partecipazione è vietata e l'individuo è annientato? 

Vorrei ricordare a tutti gli ospiti di rilievo intervenuti al comizio di ieri che la società, qualunque società è composta di individui e non esiste una società intesa come gruppo da indirizzare collettivamente come se fosse un branco di pecore o un esercito di soldati.

Sembra assurdo ma questa è ancora la visione della Toscana del 1300 che dopo più di settecento anni è ancora promossa e supportata dal Buon Governo Italiano.


E Pluribus Unum






Thursday, February 13, 2014

Il Portale dell'Inferno dell'Automobilista (UPDATE)





Ieri mi sono recato presso un autoscuola del centro di Milano per chiedere informazioni su come ottenere il duplicato della mia patente di guida. 

Il personale dell'autoscuola mi ha gentilmente indrizzato verso "Il portale dell'automobilista", il sito ufficiale del ministero dei trasporti che dovrebbe fornire assistenza per le pratiche automobilistiche.   

Sono andato sul sito e dopo una navigazione lenta, tortuosa e anti-intuitiva sono riuscito ad arrivare al form della registrazione, che è necessario per qualunque servizio On-line si voglia usufruire. 

Ai fini della registrazione, Il Portale dell'Automobilista richiede che l'utente scelga un user id e come molti siti web ti fornisce quattro alternative composte da nome cognome e un numero casuale. 

La cosa divertente è che se si seleziona uno dei nomi proposti dal sito, questo ti risponde che lo user-id non è disponibile. 

Come non è disponibile? Me l'avete suggerito voi!!!

Ho subito compreso che qualcosa non andava. Nonostante avessi inserito tutte le informazioni esatte, dopo aver compilato il form, ogni singola volta che cliccavo su "invia", il form mi restituiva 4 o 5 errori: codice fiscale non corrispondente, CAP non corrispondente alla via indicata ecc. 

La domanda è: "come è possibile che un sito della pubblica amministrazione, realizzato con l'esclusivo intento di FACILITARE le comunicazioni tra i cittadini e il ministero dei trasporti, abbia un tale approccio sociopatico nei confronti di questi ultimi?" 

Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche con la sigla DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) il sociopatico è un soggetto che soffre di un "disturbo antisociale di personalità".  

Si tratta di un disturbo caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, dall'incapacità di assumersi responsabilità e dalla totale indifferenza verso i sentimenti altrui.

Ma la caratteristica dominante è l'assenza di empatia. Il sociopatico è principalmente un soggetto "incapace di immedesimarsi nell'altro e di comprendere lo stato emotivo degli altri". In pratica il sociopatico considera le persone come oggetti di cui può disporre a piacimento per soddisfare le sue esigenze fisiologiche del momento.

Come è possibile che la pubblica amministrazione non solo sia indifferente alle esigenze primarie dei propri cittadini ma arrivi addirittura a detestarli in questo modo assumendo un comportamento sociopatico? 

Il sottoscritto si considera come PC-Literate e per più di un ora non sono riuscito ad effettuare la registrazione sul sito in questione. Vogliamo per un attimo immedesimarci in un utente disabile o una persona anziana che non ha familiarità con l'utilizzo del computer o di Internet? 

Secondo voi la pubblica amministrazione e in questo caso il Ministero dei Trasporti si è immedesimato nei cittadini disabili e in quelli più anziani? 

Stiamo parlando di un sito che deve gestire le pratiche automobilistiche dell'intero paese. 

Dopo aver sperimentato l'approccio sociopatico del sito ho richiamato l'autoscuola e mi hanno detto che loro devono "LAVORARE CON QUESTO SITO TUTTI I GIORNI."

A questo punto le domande si moltiplicano. 

Come è possibile che la Pubblica Amministrazione che per statuto della stessa Costituzione deve promuovere l'iniziativa privata ex.artt. 41 e 42, sia in realtà il peggiore nemico, non solo dei cittadini italiani ma anche delle imprese private che con i loro proventi  sostengono la nostra economia e pagano la gestione di quel sito?

L'aspetto allucinante di questa vicenda è che la sociopatia del sito "Portale (dell'Inferno) dell'Automobilista" non si limita ad impedire ai propri utenti di accedere ai servizi di cui sono responsabili ma va ben oltre questo. 

Il sito infatti invita gli utenti a "seguirlo su Facebook" la cui pagina è tutta da ridere se non fosse che si tratta di una vera e propria tragedia. 

La pagina Facebook è infatti piena zeppa di commenti di utenti infuriati e imbestialiti perché il sito web non funziona, senza alcun tipo di feedback da parte dell'admin della pagina. Ovviamente il pulsante dei messaggi è disabilitato e gli utenti possono soltanto postare i loro commenti disperati sulla bacheca della pagina o in forma di commento ai posti dell'admin.

La cosa peggiore è che l'admin del sito in data 9 Dicembre 2013, ha pubblicato il seguente post:

"Stiamo pubblicando online la nuova versione del Portale dell’Automobilista, realizzata per offrire ancora più servizi e una fruizione più semplice e gradevole. I nostri tecnici stanno lavorando per offrirvi al più presto l'aggiornamento del Portale. Ci scusiamo per i disagi dovuti all'aggiornamento."

Oggi è il 13 Febbraio, sono passati due mesi da quel post. 

Io mi auguro che vi rendiate conto che questa gente ha dato alla parola "sociopatico" un nuovo significato. 




Non appena mi sono reso conto della gravità e dell'assurdità della situazione, ho immediatamente scritto un post sulla pagina facebook chiedendo di essere contattato per avere dei commenti a questo articolo.

Nessuna risposta. 

Ho anche inviato un messaggio al sottosegretario Erasmo DE Angelis per avere un commento sull'approccio sociopatico del sito, il quale mi ha risposto che "era in viaggio".


Ovviamente non ho più sentito il Sig. De Angelis.

Adesso questo articolo farà il giro del pianeta e mi auguro che questa gente cambi completamente approccio perché la sociopatia quando è relegata al range di azione di un singolo individuo è gestibile mediante un TSO e il ricovero presso una struttura sanitaria ma quando si tratta di un organo dello stato ad essere in preda di un disturbo sociopatico si crea una situazione da Germania anni 30. 




Nel caso vi venisse in mente di dimenticarvi la password per accedere al sito allora si che vi trovereste in un vero inferno, perché vi comparirebbe questa schermata in cui oltre al nome utente farlocco che il sito vi ha assegnato vi verrebbe chiesto un fantomatico CODICE CUSTOMER CARE tanto per rendere più semplice la vita del "cittadino". 

Non consideriamo poi il fatto che il sito prevede esclusivamente il recupero della password mentre quello del login non è proprio manco contemplato. 

Vi rendete conto che questo è un abominio? Una presa per il culo gigante? Una sociopatia di stato che mira a disintegrare lo stato emotivo e psicologico di chi interagisce con il sito al fine di disincentivarne l'uso? Queste strategie erano utilizzate dai governi sudamericani negli anni 60 per impedire ai cittadini di partecipare alla vita pubblica.