Thursday, March 17, 2022

I nazisti drogati siamo noi

 Addicted": quando le serie creano dipendenza. Il manuale per la generazione cresciuta a pane e serialità - ilLibraio.it

Questo articolo non pretende di analizzare la situazione in Ucraina da un punto di vista militare o politico, si tratta invece di un'analisi narrativa di come i media occidentali stanno trattando l'operazione militare della Federazione Russa in Ucraina.

Quando il presidente della Federazione Russa ha dichiarato che stava combattendo contro una banda di "nazisti drogati" è possibile che si stesse riferendo a noi occidentali?

Dal 24 febbraio, giorno di inizio dell'operazione militare in Ucraina, i principali media occidentali si sono lanciati in un’orgia sfrenata di titoli sensazionalistici e allarmistici che prospettavano combattimenti per le strade, bombardamenti a tappeto con bombe termobariche, stragi indiscriminate di civili e un imminente olocausto nucleare.

In realtà questa operazione militare condotta dalla Federazione Russa in Ucraina sembra essere molto diversa rispetto alle guerre perpetrate negli ultimi vent'anni dalla NATO o dagli USA unilateralmente in paesi come l'Iraq, il Kosovo, l'Afghanistan, la Libia e la Siria.

Tutte queste guerre avevano la comune caratteristica di essere state ampiamente documentate dai media di tutto il mondo, con una produzione incessante e continua di immagini di violenza, uccisioni, combattimenti, con soldati che imbracciano mitragliatrici e operano tra postazioni di artiglieria e carri armati.

Invece la situazione in Ucraina si distingue rispetto a quelle condotte dalla NATO e dagli USA per la grande scarsità, se non per un'assenza pressoché totale, di immagini di veri combattimenti. Finora le uniche immagini che ci sono arrivate sono quelle dei profughi ucraini in fuga o di palazzi e ponti distrutti ma non ci sono immagini di sparatorie o di aerei che bombardano né di postazioni di artiglieria che sparano. Da quando è iniziata questa storia non sono riuscito a vedere l’immagine di un solo soldato russo che spara a qualcuno. Nonostante ciò i media di tutto il mondo ci stanno raccontando una guerra devastante condotta da un esercito spietato che fa strage di civili.

Questa scarsità di immagini non significa necessariamente promuovere una visione complottistica della situazione in Ucraina, cioè non vogliamo con questo asserire che non ci sono immagini perché in Ucraina non sta succedendo niente. Quello che vogliamo provare a comprendere in questo articolo, indipendentemente dalle cause della scarsità di immagini provenienti dall'Ucraina, è il perché quest’assenza di immagini dall’Ucraina ha scatenato l'ansia dei principali media occidentali.

L'esigenza di analizzare questo fenomeno nasce proprio dal fatto che i media mainstream sembrano essere in preda ad una sorta di panico misto a disperazione per questa situazione, tanto che alcuni di loro, pur di mostrare l'orrore di questo conflitto, sono dovuti ricorrere a immagini di repertorio che nulla avevano a che fare con la situazione presente, o addirittura a immagini tratte da videogiochi.

Il 24 febbraio 2022 durante l’edizione delle 13.00 del TG2 Rai è stato mandato in onda un servizio contenente le immagini di «una pioggia di missili» caduti sull’Ucraina e di alcuni aerei che sorvolano un palazzo, mentre in sottofondo si irradia il suono di una sirena. Entrambi i filmati sono stati presentati per illustrare l’operazione militare lanciata dalla Federazione Russa

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Il video del presunto attacco missilistico mostrato dal TG2 è in realtà uno spezzone tratto dal videogioco War Thunder, gioco di simulazione di combattimenti aerei lanciato nel 2012. La clip mandata in onda dal TG2, in particolare, è tratta da un video pubblicato il 13 dicembre 2021 su YouTube da un utente chiamato Pandramodo, come parte di un «countdown» per l’uscita dell’ultimo aggiornamento della serie (chiamato Winged Lions).

Esattamente come è accaduto durante il covid, si è scoperto che molte delle immagini provenienti dal conflitto in Ucraina sono false, in quanto provenienti da conflitti e disastri del passato, da parate militari e da film di Hollywood. Le mistificazioni sono talmente tante che la rete televisiva inglese BBC ha dedicato una pagina esclusivamente a immagini e  video di guerra attribuiti falsamente alla situazione in Ucraina, svolgendo quindi l'attività di debunker, cioè di quelle persone che si adoperano sui social media, per smentire la propaganda di regime. Questo sarebbe sorprendente se non sapessimo che dopo l’esperienza del covid la BBC, secondo Deloitte, una delle più grandi società di revisione al mondo, ha registrato un declino impressionante (oltre il 50%) dei propri ascolti: dalla radio alla tv fino a Internet.

Quindi la domanda che dobbiamo porci è la seguente: Per quale motivo i media occidentali sono così ansiosi di condividere notizie e immagini che rappresentano una realtà fatta di sangue, violenza, morte o che peggio ancora spingono il lettore/spettatore a provare paura? Le immagini che ci arrivano, sebbene non mostrino i bombardamenti o i combattimenti in diretta sono già abbastanza drammatiche, perché ci mostrano un popolo in fuga dai bombardamenti e in preda alla disperazione. Non è abbastanza sofferenza per voi?

LA SINDROME DEL MONDO CATTIVO

George Gerbner è stato uno dei più grandi studiosi di comunicazione della storia recente.
Nel 1967 Gerbner ha iniziato la sua ricerca sulla violenza in televisione, creando il più grande database di programmi e personaggi tv, raccogliendo ed esaminando più di 3000 programmi tv e 35.000 personaggi. Questo database è stato usato per effettuare un monitoraggio della violenza nelle trasmissioni tv americane. Gerbner era particolarmente preoccupato dell’impatto che la violenza trasmessa dai media aveva sui bambini. Durante la ricerca Gerbner ha scoperto che i bambini esaminati, nel periodo di un anno avevano assistito a circa 8000 omicidi in televisione e 200.000 episodi di violenza.

Lo studio di Gerbner sostiene che la televisione, come medium culturale dominante è in grado di creare una realtà sociale parallela, che è spesso antitetica rispetto alla realtà dei fatti oggettiva. Gerbner e il suo staff di ricercatori erano in particolare interessati agli effetti della violenza in tv, perché secondo loro creava nello spettatore la paura ingiustificata e generalizzata dell’altro. La scoperta della presenza di una precisa sintomatologia e in particolare di effetti comportamentali direttamente collegati all’esposizione ad immagini di violenza è nota come “Mean World Syndrome” o “Sindrome del mondo cattivo”.

La Sindrome del mondo cattivo è una sindrome provocata dai programmi che mostrano atti di violenza trasmessi dai media. Questi programmi portano lo spettatore a pensare che il mondo è un posto molto più pericoloso di quello che effettivamente è. La ricerca ha esaminato dei casi di persone che manifestavano aggressività e violenza causate dall’esposizione a questi programmi tv (Gerbner 1997). Questa sindrome conduce coloro che guardano molti di questi programmi a sovrastimare le loro possibilità di essere coinvolti in atti di violenza, sono portati a credere che il loro quartiere non sia sicuro e la paura del crimine è un grande problema. (Gerbner 1997) Coloro che soffrono di questa sindrome credono e danno per scontato che il crimine è in ascesa. Indipendentemente da quello che dicono i fatti. Questi soggetti sono spinti a proteggere sé stessi più delle altre persone, sviluppando così un atteggiamento egoistico di protezione personale. Tra gli effetti diretti di questa sindrome c’è il possedere cani da guardia, l’installazione di sistemi di allarme, l’acquisto di armi da fuoco e nei casi peggiori la costruzione di bunker. Inoltre quando questi soggetti vedono che il loro gruppo di appartenenza politica, etnica o sociale ha una maggiore possibilità di rischio di subire violenza, queste persone sviluppano un senso di apprensione, sfiducia e alienazione.  

La ricerca di Gerbner ha evidenziato che i programmi tv che contenevano violenza, creavano nello spettatore sentimenti di paura e di aggressività. “Le persone spaventate mostrano un atteggiamento di dipendenza, sono più facilmente manipolabili e controllabili e più suscettibili ad acconsentire all’adozione da parte dell’autorità, di misure di ordine pubblico drastiche e posizioni decise e autoritarie. Queste persone possono accettare più facilmente e persino abbracciare azioni repressive se queste promettono di alleviare le loro insicurezze - è questo il problema più grave in relazione alla violenza in televisione.”

Questa deposizione è stata fatta dal Dr. George Gerbner durante un udienza davanti alla commissione del Congresso degli Stati Uniti il 21 ottobre del 1981.

Gli effetti più pericolosi che questa sindrome è in grado di provocare nella mente dei soggetti esposti sono principalmente tre:

1) Sospensione dell’incredulità

2) Pensiero automatico

3) Squilibrio cognitivo

Sospensione dell’incredulità è un’espressione coniata dallo scrittore inglese Samuel Coleridge nel 1817 nel suo Biographia Leteraria. In pratica indica lo stato mentale in cui un soggetto evita intenzionalmente di pensare in modo critico o logico mentre sta esaminando qualcosa di irreale o di impossibile nella realtà, perché l’emozione alla base del racconto è troppo intensa per poter essere valutata in maniera critica. Il filosofo greco Aristotele è stato il primo a esplorare questa idea nell’ambito del teatro, scoprendo che il pubblico decide di ignorare la non realtà della fiction al fine di sperimentare il processo di catarsi fornitogli dal racconto.
Il critico psicologo Norman Holland ci fornisce una spiegazione neuroscientifica. Quando ascoltiamo o guardiamo una qualsiasi narrazione, il nostro cervello entra in modalità percettiva, spegnendo così i sistemi di azione o di programmazione dell’azione e con questi si spengono anche i nostri sistemi di valutazione della realtà. In pratica la nostra psiche attiva ciò che Coleridge definisce come “fede poetica”, per questo gli esseri umani hanno così tanta difficoltà a riconoscere le menzogne, perché loro prima credono a tutto e poi devono fare uno sforzo cosciente per smettere di credere. In pratica con la sospensione dell’incredulità gli esseri umani sacrificano l’autenticità del racconto in cambio dell’emozione che questo ci fornisce. La sospensione dell’incredulità è uno dei requisiti base nella formula narrativa utilizzata a Hollywood nota come High Concept, soprattutto nell’ambito del genere horror. A questo riguardo hanno scritto autori di libri di sceneggiatura quali John Truby negli USA e Luigi Forlai in Italia.

Il pensiero automatico è probabilmente l’effetto più devastante e pericoloso che sorge dall’essere sottoposti ad immagini di violenza da parte dei media. Queste immagini portano con sé emozioni negative che vengono immagazzinate dal nostro cervello ma senza essere processate dal pensiero critico.  Quello che succede è che durante il giorno possono presentarsi improvvisamente nella nostra mente dei pensieri negativi che apparentemente non hanno alcuna ragion d’essere. Questo succede perché le immagini da noi immagazzinate iniziano ad essere processate a livello inconscio, scatenando un’orda di emozioni negative intense che producono pensieri a queste correlate ma senza che il soggetto sia consapevole della loro provenienza. I pensieri automatici tendono a “catastrofizzare”, a vedere il pericolo in ogni cosa e ad aspettarsi lo scenario peggiore. Adesso concentratevi su questa frase perché è importante: è il pensiero automatico che determina come ci sentiamo e non la situazione in sé.

La manipolazione avviene quando al soggetto vengono sottoposte immagini che suscitano emozioni negative e queste sono associate a messaggi persuasivi e ripetitivi utilizzando parole di facile comprensione e memorizzazione.

L’invadenza dei media nella nostra vita quotidiana, dall’intrattenimento fino alle news ci tiene costantemente in uno stato di allarme. Grazie alla crescente sofisticatezza delle produzioni audiovisive, il nostro cervello a volte si confonde e non riesce più a distinguere tra le emozioni provocate dalle notizie e quelle provocate dalla fiction. In pratica si finisce in un “loop di cortisolo” (l'ormone prodotto dal corpo quando si è sotto stress) e si inizia a credere che i pericoli siano intorno a noi, nella vita reale, senza che questa sensazione abbia un fondamento concreto ma si basa soltanto sull’emozione, che è “l’esca” grazie alla quale i media ci agganciano come ad un amo, perché l’emozione per la nostra psiche non deve necessariamente essere collegata ad un contesto reale. Infatti per la psiche è totalmente indifferente se l’emozione è prodotta da un racconto vero o falso perché per il soggetto che la riceve, l’emozione è autentica in quanto l’ha provata lui stesso.

Ora il fatto che questa emozione sia in un contesto di fiction o di realtà è irrilevante. Il soggetto prova un emozione negativa e la spiegazione di questa emozione è nel messaggio associato all'immagine che viene ripetuto continuamente.  Questa associazione porta il soggetto a giustificare il malessere provato dall'emozione negativa suscitata dall'immagine violenta con il messaggio associato dai media. Il pensiero è quindi automatico perché il soggetto ha la necessità di spiegare l'emozione negativa che galleggia nella sua mente senza una giustificazione e il messaggio ripetuto è una ciambella di salvataggio nel mare dei pensieri negativi. Perciò non importa quanto siano illogici o assurdi questi pensieri, l'individuo è costretto ad accettarli senza ragionarci sopra perché costituiscono la salvezza del suo precario equilibrio mentale devastato da un mare di emozioni negative che altrimenti sarebbero senza spiegazione.

Squilibrio cognitivo. Gli effetti della sindrome del mondo cattivo non si limitano alla sospensione dell’incredulità e all’attivazione del pensiero automatico. Secondo lo studio Social Manipulation of Preference in the Human Brain di Keise Izuma e Ralph Adolphs del California Institute of Technology, le nostre preferenze sono influenzate dalle preferenze degli altri ma dipendono criticamente da come percepiamo questi altri. Questo è un classico effetto psicologico detto “Squilibrio cognitivo”. Nel loro studio Keise Izuma e Ralph Adolphs hanno preso un gruppo di persone e gli hanno chiesto di esprimere le loro preferenze riguardo ad esempio dei beni di consumo. Gli studiosi però prima di iniziare il test hanno influenzato le preferenze dei soggetti esaminati informandoli circa le preferenze di gruppi di persone fortemente amati o fortemente detestati dai soggetti sottoposti al test. Le preferenze dei soggetti partecipanti allo studio si sono indirizzate verso quelle dei gruppi più amati e divergevano da quelli detestati.
Perciò le preferenze per determinati beni o individui sono influenzate da ciò che scelgono gli altri (Cialdini and Goldstein, 2004). L’invasione dei media nella nostra vita fa sì che siamo continuamente esposti a informazioni circa ciò che è popolare e presso quale gruppo di persone (amici, scuola, celebrità ecc). Quando le scelte dei soggetti esaminati risultavano diverse da quelle delle persone che i soggetti amavano e simili invece a quelle delle persone che detestavano, entrambe queste scelte hanno provocato uno stato di malessere, come a dire che il soggetto si trova a suo agio solo quando le proprie scelte sono CONFORMI a quelle del suo gruppo di preferenza. Questo studio ha avuto una grande influenza sulla psicologia sociale degli ultimi venti anni e in generale ci ricorda di come la libertà di scelta dell’essere umano sia in realtà condizionata dalle scelte altrui e oggi dettata totalmente dal sistema dei media.

Il caso di scuola del presidente Volodymyr Zelenskyj

Tenendo presente ciò che abbiamo letto finora sull’irrilevanza per lo spettatore occidentale se un racconto è reale oppure no, vorremmo fare presente al lettore che l’attuale presidente Ucraino Zelenskyj prima di diventare Presidente della Repubblica era un attore professionista. Nel 2015, cioè quattro anni prima della sua elezione a presidente, Zelenskyj ha prodotto una serie televisiva dal nome “Servitore del popolo”  .

In questa serie tv, il protagonista, interpretato da Zelenskyj recita la parte di un professore di liceo che diventa improvvisamente Presidente della Repubblica e ingaggia una lotta contro la corruzione del sistema politico ucraino. La serie tv era piuttosto mediocre a livello narrativo ma l’account Instagram di Zelensky è arrivato a 10 milioni di followers, grazie ai quali ha poi costituito un partito con lo stesso nome della serie tv. Sospensione dell’incredulità, pensiero automatico, squilibrio cognitivo...

Credo che sia per questo motivo che il Presidente della Federazione Russa abbia utilizzato l'espressione "nazisti drogati". In pratica quell'espressione del Presidente Russo era un riferimento molto poco indiretto agli spettatori occidentali, i quali sono ormai diventati dipendenti dalle notizie di morte. A cominciare dalla guerra in Vietnam, la prima ad essere stata raccontata dalla televisione, gli spettatori occidentali negli ultimi cinquant’anni sono stati bombardati da immagini di guerra, immagini che nel tempo hanno costituito un genere televisivo a se stante noto come "War News". 

Va da se che stando così le cose, dobbiamo constatare che i media hanno in pratica costruito una realtà parallela fatta di terrore costante al fine di tenere le persone in uno stato di sistematica incertezza attraverso notizie che creano paura e terrore al fine ultimo di poter condizionare le loro scelte. Anzi le loro non-scelte, perché secondo Gerbner le persone che vivono in uno stato di terrore assumono un atteggiamento passivo dato dalla loro insicurezza, confidando così in qualcuno che le salvi dall’alto e questo qualcuno è impersonificato dall’autorità, la quale, una volta instillato il terrore nella popolazione può presentarsi come entità salvifica e imporre misure autoritarie che ”salvino” la gente da questo stato di paura e incertezza.

Se si assume questa visione critica della situazione in cui ci troviamo riusciamo a capire meglio certe cose, come ad esempio la dichiarazione a dir poco strana di questo giornalista italiano che ha affermato durante una trasmissione tv "Dobbiamo rendere la guerra più sanguinosa". Questa frase mi ha fatto venire in mente la scena di un vecchio film di Oliver Stone: "Natural born killers", in cui uno dei personaggi della storia, il produttore di news interpretato da Robert Downey jr ha la possibilità di seguire le imprese di due serial killer ed è talmente fagocitato dalla sete di sangue da diventare egli stesso un assassino.

In assenza di immagini queste persone cercano di sopperire a questo deficit ricorrendo al racconto orale oppure scritto.

Il giornalista annuncia una generica "valanga di bombe" mentre sull'home page del New York Post il titolo a tutta pagina è "corpi per strada" ma nelle immagini sottostanti il titolo non vediamo alcun corpo, solo immagini di palazzi distrutti e un rifugio di sfollati.


Ma le fake news non si limitano alle immagini, oggi 17 marzo, il Daily Mail parla di 28.000 soldati russi morti, spiegando che si tratta di un quinto della forza totale Russa e di un esercito russo allo sbando mentre secondo il ministero della difesa della Federazione Russa, i caduti sono 498. Sembra che allo sbando non sia perciò l'esercito russo ma i media occidentali. In particolare i media inglesi e in particolare il daily mail sembra sia stato preso in ostaggio da una nuova redazione che scrive sia gli articoli che i commenti.   





Nel 1998 mi trovavo in Albania durante il colpo di stato, al seguito di un'agenzia di stampa inglese e una sera, mentre ero a cena con gli altri giornalisti, un cameraman di un altro network mi raccontava che mentre era in Bosnia durante la guerra nel '95, la giornalista con cui lavorava si era messa d'accordo con la milizia Serba, in modo che facessero esplodere delle cariche a salve nell'ora in cui ci sarebbe stata la diretta. Quelle immagini sono poi diventate uno spot del network per il quale la giornalista lavorava.

Le news provenienti da una guerra, nella mentalità patologica sviluppata in occidente in questi ultimi anni, devono essere caratterizzate dall'azione militare, da esplosioni, cannonate, bombardamenti, sparatorie e immagini di cadaveri. In generale quando c'è una guerra in corso l'aspettativa ansiogena incontrollabile dello spettatore occidentale è vedere delle immagini di combattimenti, di soldati che sparano, aerei che bombardano, ma dal territorio Ucraino non sta arrivando abbastanza video footage e questo per i media dell'occidente è semplicemente inaccettabile.

Lo spettatore occidentale negli ultimi trent'anni è stato sottoposto ad un trattamento di ansia indotta in maniera pressoché continua e permanente, passando da una guerra all'altra, da un'emergenza all'altra. Perciò si è arrivati ad un punto tale che il livello di ansia al quale lo spettatore occidentale è abituato è così alto che in assenza di immagini di stragi, sanguinamenti e omicidi lo spettatore si preoccupa fino a deprimersi e ad essere disorientato.

Ma il problema peggiore per il regime sarebbe lo step successivo, ovvero quando lo spettatore decerebrato dai media, vedendo che non esce più sangue dalla televisione, inizierebbe a farsi delle domande su tale malfunzionamento dell'apparecchio tv. E questo, il regime che si basa sulla menzogna, non può assolutamente permetterselo perché sarebbe la sua fine. Nel mondo occidentale negli ultimi cinquant'anni gli esseri umani sono stati trattati come ratti sottoposti a scosse elettriche, i quali reagiscono andando a destra o a sinistra a seconda della direzione dalla quale la scossa proviene. In questo modo il regime è riuscito non solo a condizionare i nostri gusti e le nostre scelte ma anche ad annientare la nostra volontà, attraverso la creazione di una situazione costante di emergenza che provoca paura, ansia, panico e in conclusione incertezza. L'incertezza data dallo stato di tensione, diffonde nella popolazione uno stato di insicurezza e di paura tali da far giustificare, richiedere o auspicare azioni politiche e militari autoritarie, come quelle adottate durante l'emergenza del covid, in cui i principali diritti civili costituzionalmente garantiti sono stati sospesi d'autorità. In pratica, essendo questa la situazione, non è scorretto affermare che gli occidentali sono una massa di drogati che non riescono più a vivere senza la razione quotidiana di sangue paura e ansia.

Il presidente della Federazione Russa, che a quanto pare conosce profondamente i sistemi di condizionamento utilizzati in occidente, non sta collaborando per niente nel soddisfare la sete di sangue dei media occidentali perché gli avamposti dell'esercito russo da più di dieci giorni sono confinati, dalla parte costiera meridionale dell'Ucraina fino alla parte settentrionale sopra Kiev per intenderci, in una specie di semicerchio e li sembrano restare.

Quando due settimane fa è giunta nelle redazioni l'immagine della colonna di 60 km formata da carri armati russi che dirigevano verso la capitale ucraina, l'aspettativa dello spettatore occidentale è salita alle stelle e ci si aspettava una grande operazione militare con sparatorie di carri armati contro obiettivi civili e militari. Oltretutto negli ultimi 70 anni soltanto una volta abbiamo visto in azione l'esercito russo ed è stato alla fine degli anni 70 in Afghanistan. Perciò l'aspettativa di vedere in azione gli Spetznaz russi o i 12.000 Ceceni che si sono offerti come esploratori nelle città ucraine aveva raggiunto il massimo.

Ma come nei migliori episodi di Coitus Interruptus, non è accaduto niente di tutto ciò, perché la fila di carri armati russi si è attestata a più di venti km dalla capitale Ucraina e sono li in attesa da più di 15 giorni. Un lasso di tempo enorme e inaccettabile per i produttori/condizionatori degli ebeti occidentali drogati di sangue e morte. Per questo motivo il regime dei media occidentali è disperato e cerca in tutti i modi di poter risolvere questa questione perché per la prima volta nella storia, il popolo della tv è senza la sostanza con la quale è stato nutrito per più di cinquant'anni: la menzogna.

Questo è un articolo del corriere della sera di oggi 17 marzo, ci dice che i Russi stanno facendo una corsa contro il tempo, corsa che esiste solo nella mente di chi scrive queste corbellerie, visto che il tempo è l'arma con la quale i Russi stanno colpendo non solo l'Ucraina ma l'intero occidente che sbava per più sangue, più azione, più morti mentre i Russi non si muovono di un millimetro. 



Ma che cosa significa questo?

Semplicemente significa che il Presidente della Federazione Russa quando si è rivolto agli occidentali definendoli "nazisti drogati" intendeva dire che siamo drogati da narrazioni horror, che ci vengono fornite dal regime mediatico in cui viviamo. In pratica noi occidentali per colmare la nostra ansia, sapendo che c'è una guerra in corso, dobbiamo avere una dose quotidiana di spettacolo con sangue e morte, perché sennò che guerra è? Siamo passati dalle immagini della guerra in Siria a quelle della sfilata di camion militari a Bergamo senza soluzione di continuità. Durante il covid ogni giorno venivano sfornati bollettini di morti uccisi dal morbo letale, focolai di infezioni e folle di individui in terapia intensiva. Perciò mettere sotto scacco una popolazione di tossicodipendenti, è piuttosto semplice, basta togliergli la sostanza con la quale si drogano e questi vanno in crisi di astinenza ma il rischio vero è che poi si sveglino e decidano di non drogarsi più. E sembra questa essere la strategia adottata dal Presidente della Federazione Russa: la totale inazione e di conseguenza la mancanza di notizie e di immagini. Il che per il pubblico tossicodipendente occidentale è assolutamente improponibile ed è per questo che i dirigenti dei media di tutto il mondo sono in questo momento in preda alla disperazione più nera e sono costretti a proporre immagini di videogiochi e a produrre feature stories che minacciano l'arrivo di attacchi russi, di stragi di civili mai avvenute, di bombardamenti di centrali nucleari che però tardano ad arrivare. Il presidente della Federazione Russa ha definito l'occidente "L'impero delle menzogne" e questa situazione Ucraina si sta rivelando sempre di più una vera e propria Rivelazione essa stessa, perché ci sta rivelando che finora il regime occidentale ha basato il proprio potere sul potere delle immagini, immagini false create all'interno di set cinematografici allestiti ad hoc che mostravano campi di battaglia durante le varie guerre e reparti di terapia intensive durante il covid e non importa che fossero vere o false, l'importante è mantenere al massimo lo stato di tensione e di paura nella popolazione. 

In pratica si può dire che il Presidente della Federazione Russa ha staccato la spina di questa macchina produttrice di menzogne e l'operazione in Ucraina credo serva proprio a questo.

Tutti gli eventi storici degli ultimi cinquant’anni che ci hanno raccontato attraverso i media e la televisione hanno sempre avuto un accurato impianto narrativo attraverso il quale questi eventi venivano confezionati. Per fare un esempio di come la narrazione delle news sia costruita come quella dei film, occorre tenere presente che tutte le operazioni militari condotte dalla NATO hanno sempre avuto un nome: Iraqi Freedom, Enduring Freedom, Shock and Awe etc. L'operazione militare in Ucraina non ha nemmeno un nome. Il che significa che dal punto di vista narrativo non ha un titolo, perciò lo spettatore occidentale per la prima volta nella sua vita si sente disorientato, perché non ha mai visto un film senza titolo, un'operazione militare senza nome oltre che senza sangue e soprattutto senza qualcuno che ammazza qualcun'altro. L'inazione dell'esercito russo in realtà sta uccidendo qualcosa e quel qualcosa è la menzogna. L'arma più devastante in mano all'esercito Russo è un'arma che nella situazione geopolitica attuale potrebbe essere definita come "l'ordigno fine di mondo" perché si tratta di un'arma mai usata prima da nessun esercito nella storia della nostra civiltà e questa arma è la Verità.

Nel momento in cui la Verità entra in un conflitto devastante come quello in atto tra il regime occidentale e i cittadini liberi e consapevoli di questo pianeta, la deflagrazione è talmente potente da far saltare in aria l'impero della menzogna in un colpo solo.

Il presidente della Federazione Russa conosce benissimo questa situazione e ne sta approfittando su tutta la linea, perché in pratica la sua strategia sembra essere quella dell'immobilismo totale. Questa differenza nella concezione del tempo è anche ciò che distingue l'Occidente dall'Oriente. Mentre in Occidente siamo dipendenti dal tutto e subito, dall'ansia di fare, avere, che include anche avere risposte, in Oriente il tempo è concepito in modo diverso ed è questa un'altra arma letale in mano alla Russia. Si potrebbe dire che con la sua inazione, il Presidente della Federazione Russa sia riuscito in un’opera che è retaggio esclusivo di civiltà più evolute della nostra: fermare il tempo. Fermare il tempo ad un regime che basa il proprio potere sugli intervalli temporali creati da notizie di spargimenti di sangue, veri o finti che siano, significa togliergli l'aria con cui respira perché l'ansia non può basarsi sull'inazione o sull'assenza di notizie. Si rende invece assolutamente necessario che succeda qualcosa per poter continuare a iniettare terrore nello spettatore occidentale, altrimenti si rischia il risveglio della coscienza umana.

Ed è proprio così che l'impero della menzogna sta definitivamente crollando su sé stesso, grazie al sacro suono del silenzio.